Alessia Bottone è una giovane regista che ha già all’attivo diversi premi e ha da poco presentato il suo nuovo corto: “La banda muta”,” il quarto realizzato in sei anni, dove affronta un tema molto originale e profondo: la spettacolarizzazione della morte al tempi dei selfie, vista in contrapposizione con l’antica usanza della banda muta ai funerali nella Sicilia degli anni Trenta.
Il corto è prodotto da Pistacchio film e s’ispira al racconto dello scrittore siciliano Gaetano Savatteri che le ha concesso un adattamento al film. Ho fatto quattro chiacchiere con Alessia per saperne di più del suo lavoro che ha vinto il Bando Nuovo IMAIE ed è prossimo alla distribuzione ufficiale.
Da Verona alla Sicilia, dalla laurea in relazioni internazionali al mondo del cinema, quanti cambiamenti hai affrontato in questi tuoi primi 40 anni di vita?
Alessia Bottone: Sono veronese di nascita e mi sono laureata in Istituzioni e politiche per i diritti umani e la pace con l’intenzione di lavorare in quel settore, ma proprio facendo il lavoro di giornalista e reporter ho scoperto il mondo dei video e mi ci sono appassionata. Così nel 2017 mi sono iscritta al Master in Sceneggiatura “Carlo Mazzacurti” dell’Università di Padova, e da lì ho poi mandato un soggetto al Premio Zavattini dove sono arrivata finalista. Non ho vinto, ma in quanto finalista ho avuto gratis tutta l’attrezzatura e quindi ho potuto realizzare al meglio il mio corto “La Napoli di mio padre” uscito nel 2021. Poi mi sono trasferita a Roma per cercare lavoro nel mondo del cinema, ricordo che presi ben 18 caffè con altrettanti professionisti del settore finché mi proposero di andare a Bari a fare da interprete sul set cinematografico dove Angelina Jolie stava girando il film Without Blood (2024). Io non ero mai stata su un set cinematografico ma avevo vissuto cinque anni all’estero e conoscevo le lingua straniere quanto basta per fare da interprete dallo spagnolo. Lavorare su un set di una produzione cinematografica internazionale mi è servito tantissimo e mi ha aperto le porte ad altre collaborazioni come quella con Luca Guadagnino e con Edward Berger come assistente di produzione nel film Conclave.
Il tuo primo docufilm è uscito nel 2021 e l’hai ambientato a Napoli, la città di origine di tuo padre,
l’ultimo corto “La banda muta” è ambientato in Sicilia ed è un omaggio anche al paese di Leonardo Sciascia, Racalmuti, di cui hai ripreso qualche filmato d’epoca. Come mai hai scelto la Sicilia?
Alessia: Anche qui c’è un motivo affettivo, mia nonna materna era originaria di Messina, poi c’è stato l’incontro con Piero Nicosia, l’attore siciliano del corto che ho conosciuto a un festival e che mi ha proposto di leggere il testo di Gaetano Savatteri, da lì ho iniziato a fare delle ricerche, a costruire la sceneggiatura. Il film è stato girato a Roma per ragioni economiche ma ci sono tante immagini d’archivio della Sicilia anni Trenta.

La banda muta racconta l’antica usanza siciliana di far seguire il feretro da una banda con il divieto assoluto di suonare, era una scelta dei familiari del morto che per assicurare un funerale decoroso al caro estinto assoldavano comunque la banda ma per rispetto non la facevano suonare.
Il silenzio di quei cortei funebri è contrapposto all’esposizione mediatica di oggi dei funerali dei Vip dove illustri sconosciuti vanno per farsi fare il selfie con il personaggio famoso di turno (vedi i funerali di Maurizio Costanzo e il selfie con Maria De Filippi o le esequie solenni di Papa Francesco citate all’inizio del corto).
Il personaggio del corto Manfredi è un editore, nonché il migliore amico del defunto, e alle esequie in chiesa si trova circondato da amici e conoscenti che sono lì solo per farsi vedere e vedere chi c’è, qualcuno è anche a caccia di una collaborazione editoriale, e in realtà a tutti del morto interessa ben poco. Così nella sua orazione funebre racconta l’usanza della banda muta per ribadire il rispetto e il silenzio dovuto al morto. Mi è sembrato un tema molto attuale in una società come la nostra che vive di esposizione mediatica. E a giudicare dai riscontri positivi ottenuti finora ho fatto centro.
Progetti futuri?
Alessia: Sto lavorando a una nuova sceneggiatura questa volta per un lungometraggio e spero di trovare la società di produzione disposta a finanziare il progetto.


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