10/06/2026:

Milano:

L’hanno chiamata Generazione sola, è quella dei minori che si trovano a fronteggiare sempre più una povertà relazionale, frutto di un disagio economico, ma anche di mancanza di punti di riferimento, di isolamento sociale e povertà culturale. E a questo tema Fondazione Cesvi ha dedicato la settima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura dell’infanzia in Italia, presentata stamattina a Roma, alla presenza del Presidente e del direttore generale di CESVI, Ilaria Dallatana e Stefano Piziali e del Capo dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianfranco Costanzo, che ha portato un messaggio della Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella

In una società improntata sempre più all’individualismo la mancanza di adulti di riferimento, di spazi sicuri dove crescere e di comunità capaci di proteggere i minori, finiscono per favorire il maltrattamento dei minori.

“Il tema del maltrattamento infantile deve uscire dalle mura domestiche, non può essere solo una questione individuale o familiare, ma è un problema di salute pubblica” ha detto Stefano Piziale, direttore generale di Fondazione Cesvi.

“Occorre fare argine, fare rete tra operatori, istituzioni sul territorio, scuole, terzo settore, per arrivare a prevenire il fenomeno, non basta combatterlo quando c’è già”, ha aggiunto Ilaria Dallatana che ha ricordato l’impegno di Cesvi a livello mondiale con Le case del Sorriso: spazi di accoglienza protetti dove i minori trovano ascolto e aiuto.

Il vero problema però è il sommerso, ciò che non viene a galla.

Fa riflettere il dato presentato da Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo: dal 2018 al 2023 è aumentato del 58% il numero dei minori presi in carico dai servizi sociali, cresce il bisogno di assistenza, che va di pari passo con la povertà economica e abitativa e il basso livello di istruzione. Per questo è necessario una collaborazione tra tutti gli attori: il territorio, le istituzioni, la scuola, le famiglie, il terzo settore.

Il ministero della Famiglia, guidato dalla ministra Roccella, ha fatto sapere di aver stanziato 115 milioni di euro per il benessere dei minori, ma nessuna istituzione può da sola risolvere il problema, serve fare networking tra istituzioni, terzo settore, volontariato e mondo scolastico.

Venendo all’indice di Fondazione CESVI, questo è stato redatto raccogliendo le testimonianze di bambini di 9 ai 12 anni residenti nelle Case del Sorriso CESVI, attraverso quattro focus group e si basa su 65 indicatori statistici regionali. L’indice ha analizzato le regioni italiane rispetto a sei capacità fondamentali: cura di sé e degli altri, vivere una vita sana, vivere una vita sicura, acquisire conoscenza e sapere, lavorare, accedere a risorse e servizi

Dalle risposte date è emerso che il benessere di un bambino si costruisce nel quadro relazionale che lo circonda: la famiglia, i coetanei, gli adulti di riferimento, gli abitanti del quartiere in cui cresce. La famiglia è il primo spazio di protezione emotiva e spesso svolge un ruolo centrale nell’ascolto e nella cura, ma può essere intaccata da criticità molto difficili da gestire per un minore: rapporti difficili con i padri, conflitti di coppia, tensioni economiche e carichi di lavoro che riducono la presenza adulta, lasciano nei bambini tristezza, insicurezza e senso di abbandono. Anche le relazioni tra pari sono decisive per il benessere, ma è proprio tra coetanei che emergono alcune delle esperienze più dolorose: il bullismo, spesso legato a body-shaming, razzismo e omofobia, produce ansia, isolamento, perdita di autostima.


Il quadro che ne è emerge è quello di un’Italia spaccata in due, con Regioni di eccellenza come l’Emilia-Romagna, prima nella capacità di cura e nell’accesso alle risorse, seguita dal Veneto Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia e regioni che presentano maggiori criticità come Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. In particolare, la Campania risulta ultima sia nella capacità di lavorare che in quella di vivere una vita sana, la Calabria risulta ultima nella capacità di accesso alle risorse, la Sicilia in quella di acquisire conoscenza e sapere e la Puglia risulta penultima nella capacità di vivere una vita sicura. 

Rispetto alle precedenti edizioni dell’Indice, il miglioramento più spiccato è quello della Liguria, che sale di ben quattro posizioni, seguita da Veneto e Valle d’Aosta, che migliorano entrambe di tre posizioni. La Lombardia arretra invece di ben cinque posizioni e l’Emilia-Romagna di quattro. 

Per fronteggiare il problema del maltrattamento e della trascuratezza verso bambine e bambini, Fondazione CESVI ha attivato nelle città di Bari, Napoli, Siracusa e Milano il programma “Case del Sorriso”, finalizzato proprio a migliorare la condizione di minorenni e famiglie. Le strutture di sostegno all’infanzia di CESVI sono attive in contesti molto complessi, segnati da fragilità economica e socioculturale, criminalità minorile, dispersione scolastica e carenza di spazi educativi e di aggregazione: a Napoli nel quartiere di San Pietro a Patierno, a Bari nel quartiere San Paolo, a Siracusa vicino al quartiere periferico di Mazzarona. Nei prossimi mesi sarà inaugurata un’ulteriore Casa del Sorriso nel municipio 9 di Milano, caratterizzato da un forte disagio giovanile. Gli spazi offrono attività di sostegno psicologico e ascolto, di supporto alla genitorialità, laboratori sportivi, psicomotori, artistico-espressivi, proposte educative. 


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